Hai notato quante persone ti consigliano di imparare a stare con gli altri?

Professori universitari che incoraggiano i gruppi studio, amici che premono incessantemente perché tu esca tutte le volte che loro lo fanno e parenti che ti dicono amorevolmente “Non startene chiuso in camera!“.

Molti credono nella forza del gruppo e questo contribuisce a convincerci che grazie ad essa potremo raggiungere più velocemente i nostri obbiettivi.

Ma che ne è poi dei momenti in cui siamo soli?

Il tempo con gli altri ci ha dato veramente le capacità di gestire la nostra preparazione per un esame o un progetto di lavoro?

Quando tutti i nostri amici hanno deciso di non uscire, siamo in grado di trovare un alternativa che non sia buttare il nostro tempo davanti ad un televisore o mummificarci davanti al nostro smartphone?

In questo articolo voglio svelarti le 3 soddisfazioni che ti stai negando cercando sempre compagnia.

Vedremo inoltre come un po’ di asocialità (non nel senso che credi 😉 ), unita a degli importanti accorgimenti, potrà avvicinarti sia all’essere un po’ più indipendente negli impegni scolastici e lavorativi, che all’essere più “acuto”  socialmente.

Cominciamo?

La paura di essere isolati

Tutti noi temiamo di rimanere soli. Alcuni più di altri.

large-11Scommetto che a volte anche nella tua testa echeggiano frasi del tipo:

” Devo cerca di piacere agli altri, altrimenti rimarrò senza amici.

” Devo vedere di parlare di più e di non starmene sempre in disparte o le persone penseranno che sono strambo. 

e spesso ti ritrovi ad agire per non far si che questi incubi diventino realtà.

Maaa…chiunque abbia ficcato queste frottole nella nostra testa…ha TORTO! 

E più avanti ne scoprirai il motivo.

In ogni caso, una delle reazioni più comuni a questi pensieri è costringersi a parlare con chiunque ci saluti o ci degni anche della più piccola attenzione.

“Ma Fra non è paura, è solo segno di buona educazione!

Dovrò sicuramente ridare un occhiata al galateo, ma non mi sembra che ci sia scritto che essere educati significa costringere te stesso e un’altra persona ad avere una “conversazione da barbiere” (vedi anche: parlare di cose futili)

In più, credi davvero che l’evitare di parlare con un amico di circostanza (di scuola, palestra, etc…) ti renderà una persona sola?

Sono sicuro che sai già quali sono le amicizie che hanno più valore per te e che sono proprio quelle a meritare prima di tutto la tua attenzione.

ALT!

Questo non significa che da adesso puoi prenderti la licenza da st***zo e evitare chiunque non sia un amico stretto.

Puoi però decidere di riservare fiato (e tempo) per le occasioni “ritagliate” da te apposta per la socializzazione: le serate, i viaggi e, se sei un estroverso, anche le pause pranzo.

Se sei un introverso invece, prendere in considerazione l’essere socievole solo se ti va veramente di conoscere chi hai di fronte ti rivoluzionerà la vita.

Pensi di aver bisogno di compagnia, ma in realtà…timon

Allo stesso modo in cui ci capita di scambiare una persona per un’altra e facile farlo anche con le emozioni.

Quando ci sentiamo annoiati capita di pensare che distrarci un po’ sarà il modo migliore per smettere di farci troppe seghe mentali.

Chissà cosa combina l’Amico X? – chi chiediamo subito dopo.

Wualà, Whatsapp o Facebook ci danno il benvenuto!

E se invece quella che pensiamo sia noia si rivelasse essere qualcos’altro. Qualcosa che ha a che fare col fatto che stiamo studiando per ottenere un lavoro che in realtà non vogliamo fare, mangiando cibo che sembra di concorrenza anche rispetto al McDonald o vivendo con persone che sembrano nemici di guerra giurati più che una seconda famiglia?

In molti casi infatti, stiamo evitando di prendere una decisione personale e la noia non è noia, ma paura delle conseguenze che questa decisione avrà, del cambiamento: di studi, alimentazione o relazioni.

3 soddisfazioni che l’ipersocializzazione ti sta negando

Saper socializzare è dannatamente importante in qualsiasi aspetto della vita, ma l’ipersocializzazione, come la vede Dennis Hume Wrong, sociologo americano e ex professore alla New York University, ossia:

“Il costringersi a socializzare solamente per ricevere approvazione dagli altri, invece di assumere che si è socievoli per natura. – ‘The Oversocialised Conception of Man’  [2]

ti incatena al timore di non essere come le altre persone ti vogliono e ti impedisce di:

Fare qualcosa che per te abbia significato

Il tempo vola in compagnia vero?large-5

Stare con qualcuno per non dover pensare ai problemi della vita sembra la scelta più allettante quando sappiamo che questi ultimi ci aspettano a casa sotto forma di pile di libri o file di progetto.

Il perdere tempo in chiacchiere ti sta trattenendo dal fare qualcosa di concreto.

“Ma gli altri si inventano di tutto pur di distrarmi.

Spesso è più facile incolpare gli altri che guardare in faccia alla realtà e accettare il fatto che abbiamo paura di fallire, fallire gli esami, mancare le scadenze e quindi apparire un fallimento agli occhi di parenti e colleghi.

Pensa a come stai utilizzando il tuo tempo e renditi conto che se vuoi far si che i tuoi sogni si trasformino in realtà dovrai barricarti per ore in una stanza e concentrarti totalmente su quello che c’è davanti a te.

Una volta che avrai davanti ciò che ha la priorità, non solo non avrai più scuse, ma una volta portato a termine quel passo giornaliero verso i tuoi obbiettivi, sentirai che la giornata avrà avuto un senso.

Se ti ritrovi spesso a studiare per un esame (o a lavorare ad un progetto) e, nonostante l’enorme quantità di tempo dedicatagli, hai sempre l’impressione di non aver fatto grandi progressi ho creato un report per chiarire cosa significa fare progressi reali e COME farli effettivamente.

Scaricalo da qui.

Progressi reali a parte, c’è anche un ulteriore vantaggio nel concedersi un po’ di sana solitudine: quando sei solo infatti, non ci sono interruzioni (TV, cellulare, persone, etc…) e ciò che avresti fatto in giorni, riesci a farlo in ore.

Una ricerca scientifica ha infatti dimostrato che per ritornare ad uno stato di concentrazione ottimale dopo un interruzione, una persona impiega circa 23 minuti [1]

Questo significa che ogni volta che controlli il cellulare la tua concentrazione cala e la tua voglia di studiare va a farsi friggere.

Tempo di fare un piccolo crash-test con il tuo cellulare, che dici? 😉

Disfarti delle relazioni inutili

Diciamolo una volta per tutte, creare veramente un legame con una persona richiede sincero interessamento e la sensazione immancabile di avere qualcosa in comune, pertanto intrattenersi ogni giorno con qualcuno che è sentitamente d’accordo con te sul fatto che “oggi è proprio una bella giornata :’)”, NON-HA-SENSO.

E’ incredibile quanto chi abbiamo intorno ci condizioni: avere amici ambiziosi ci porta a essere anche noi un po’ più ambiziosi, e allo stesso modo, avere amici pigri ci fa tornare sempre un po’ la voglia di mollare la presa e mandare all’aria tutti gli impegni presi.

Senza pensieri la tua vita saraaà...

Circondarsi di persone che hanno ambizioni simili alle nostre è come catapultarsi in un altro mondo, un mondo in cui tutto inizia “a quadrare”, in cui capisci che non sei solo e che c’è anche altra gente che non vuole farsi dire come vivere dagli altri.

Ma non finisce qui.

Jonah Berger, professore alla Wharton School of the University of Pennsylvania, in “Invisible Influence: The Hidden Factors that Shape Behavior” parla di come

cooperando con qualcuno che sia LEGGERMENTE più bravo di noi in una attività specifica, sia possibile raggiungere molto più velocemente un livello elevato di capacità 

Li chiama i proximal peer, amici che sono soltanto di qualche passo avanti a noi.

” Se vuoi iniziare a correre ad esempio, fallo con qualcuno che ha una resistenza di qualche minuto superiore alla tua. – consiglia Berger.

L’avere qualcuno che fa cose fuori dalla nostra portata infatti ci renderà più ansiosi e conseguentemente potremmo anche decidere di mollare tutto sentendoci non all’altezza di chi abbiamo a fianco.

Mentre collaborare con un proximal peer ti permetterà di conoscere quali sono quei piccoli passi che ti distanziano da lui e capire che non sono così insormontabili.

“Questo è sfruttamento bello e buono Fra >:o 

Nha nha! 🙂

Devi sapere che anche la tua compagnia spronerà il proximal peer a fare meglio e si genererà una reazione a catena positiva di miglioramento, un rapporto sinergico.

Vuoi che questo accada? Solo i momenti di solitudine ti daranno l’opportunità di riflettere sulle tue compagnie.

Inizia a selezionare, nessuno lo farà per te.

Siamo quasi alla fine; se non l’hai ancora fatto, clicca su uno dei pulsanti qua sotto e mi rendimi un blogger felice 😛

Per non confrontarti più con gli altri, ma solo con…

Nell’avere sempre intorno le stesse persone è facile iniziare a fare paragoni.

E’ facile iniziare a credersi migliori o, allo stesso modo peggiori degli altri, quando in realtà:

Siamo tutti unici e di conseguenza l’unico termine di paragone che abbiamo è solo quello con noi stessi.

Chiedersi “Sono meglio di [nome di una persona che credi essere meglio di te in generale]?” è molto meno gratificante di chiedersi “Sono meglio di ieri?” e sostituire la prima domanda con la seconda avviene quasi naturalmente nei momenti di solitudine, proprio perché intorno a te ci sei solo tu 🙂

Inoltre il confronto può esistere solamente se ci si basa su un attività specifica (non in generale) e su risultati reali, infatti nessuno potrà ottenere risultati uguali ai tuoi in ogni situazione; proprio perché siamo tutti imprescindibilmente diversi.

Ad esempio, avere lo stesso voto di un’altra persona in una materia non ti rende uguale a lei, avrete un modo di studiare che dà semplicemente gli stessi risultati, ma potrebbe essere totalmente diverso.

Ritagliandoti del tempo per stare da solo, inizierai a conoscere aspetti del mondo che la bacheca di Facebook o le conversazioni “di cortesia” non ti avrebbero mai permesso di scoprire.

Ti renderai conto di QUANTE idee, credenze e comportamenti diversi circolino su questo pianeta e vuoi sapere ciò che più di tutto TI STUPIRA’?

Se per molto tempo ti sarai sentito anormale, giorno dopo giorno scoprirai che la normalità non esiste.

Le vittorie come: superare un esame, sconfiggere gli avversari in una partita con la tua squadra di pallavolo o qualsiasi altro obbiettivo raggiunto hanno un diverso sapore se lo fai solo per te stesso e non per metterti in risalto agli occhi di qualcuno.

A detta di uno dei più grandi cantanti del nuovo millennio:

“E’ quello che ti fa sentire ciò che stai facendo che fa la differenza – Ryan Tedder

onerepublic-740x344Se ti rendi conto che sei pian piano sempre più vicino a realizzare qualcosa che hai sempre desiderato riuscire a fare, quella sensazione pagherà molto di più di essere riuscito superare in bravura di qualcuno in qualcosa che neanche ti “prende” davvero.

Sono tutti è due momenti belli eh, ma il primo è come se ti portasse grinta più stabile nel tempo.

QUINDI

Non hai bisogno di vivere pensando a ciò che i resto del mondo pretende da te.

Se non hai voglia o tempo per parlare con qualcuno, NON FARLO.

Concediti tempo per rimanere solo con te stesso e crearti la vita che meriti.

Se l’articolo ti è stato utile a capire un po’ di più il valore della solitudine, condividi questo articolo sui social.

Rendere questo mondo un po’ meno iper-sociale! 😉

Se sfrutti in altri modi la solitudine sarò felice di parlarne con te nei commenti.

Pace.

Francesco

[1] https://redeapp.com/2012/09/12/the-social-media-monster-is-alive/

[2] http://www.encyclopedia.com/social-sciences/dictionaries-thesauruses-pictures-and-press-releases/over-socialized-conception-man